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Sukran Moral – Leyla and Mecnun

a cura di Simonetta Lux

11 > 12.2005

La religione, la disparità fra i sessi, la morte, sono alcuni temi chiave della ricerca di Sükran Moral. Attraverso la pratica del travestimento l’artista vive sulla propria pelle l’ambiguità e la violenza dell’emarginazione, immersa nelle situazioni più improbabili e provocatorie.
In un corto circuito di allusioni e rimandi, l’artista mira a scatenare nel pubblico una reazione critica, tale da ribaltare la fruizione passiva dell’azione artistica in riflessione consapevolmente attiva.
Smascherando il potere esercitato da un pervasivo controllo sociale, Sükran Moral afferma con intensità la forza della propria identità femminile e insieme la libertà delle proprie scelte artistiche.
In Leyla and Mecnun Sukran Moral ha preso spunto da una fiaba araba, ambientata in origine nel deserto. Qui Sukran, come sempre avviene nel suo lavoro, Sükran ha spostato, attualizzarto la cornice della storia, per mantenerne l’equivalenza nell’oggi, ed ha realizzato la storia in un hammam di Palermo.

l bagno turco (l’hammam) ricorre nell’opera di Sükran, in quanto luogo che per l’immaginazione collettiva, non solo nel suo paese d’origine , la Turchia, ma in tutto il mondo, solo a essere pensato suscita un senso di intoccabilità, di impenetrabilità.
Già una volta, con molto pericolo, Sükran ha violato il segreto e proibito bagno turco maschile , cioè l’hammam di Istanbul, nel quale si è fatta lavare, toccare, annusare da un addetto: seduzione per tutti, scandalo interiore.
Oggi di nuovo sembra raccontare una storia, una storia innocente, che invece esplode: tableau vivant per la morte. Una fiaba, una storia d’amore, nell’attualità , ha fine dentro un bagno turco dove Leyla e Mecnun muoiono sniffando cocaina .
Sukran ci porta dentro un grande seduzione, purificazione, tutto molto romantico, esaltato, una contraddizione senza pietà.
Due innamorati, araba e musulmana la ragazza, di religione cristiana il ragazzo, oggi non muoiono di amore ma di overdose, quale che sia la religione. La contraddizione, la verità, la morte sono date non in un fictious realism (come nelle soap operas ) ma in una raffinata , cinica, elegante e colta scelta di immagine.
Regista e fotografa essa stessa, solo apparentemente sans le savoir, Sukran rimanda ai grandi maestri della pittura romantica. Lei è Ingres e Delacroix.
Questo video fotografico ci lascia nudi, ci spoglia.