06 > 09.2005
Kibosh, il recente progetto fotografico di Terry Richardson è la prima grande produzione ufficiale di FARM, l’evento internazionale con cui si è scelto di aprire, nel segno della provocazione, la serie di appuntamenti annuali dedicati ai grandi nomi dell’arte contemporanea. La mostra, per questa speciale occasione, non si svolgerà nella splendida sede dell’albergo-masseria di Butera, ma si dividerà tra due delle migliori gallerie siciliane, partner del progetto, la catanese Artecontemporanea e la Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo.
Richardson, guru della fotografia mondiale, uno dei più quotati del fashion–system – cura le campagne pubblicitarie per importanti marchi tra cuiYves Saint-Laurent, Gucci, Levi’s, Hugo Boss, Anna Molinari e dal 1997 si occupa con Nikko Amandonico dell’immagine della veneta Sisley– si è imposto all’attenzione del pubblico con questa serie di irriverenti scatti dedicati alla sessualità, spudoratamente giocati sul confine con la pornografia.
Ma Kibosh non è solo una mostra fotografica: l’editore italiano Damiani ha accolto la sfida, accettando di pubblicare un catalogo-gioiello in cui raccogliere oltre 350 foto accuratamente selezionate tra quelle della scandalosa serie. Un’operazione editoriale rischiosa e insieme raffinatissima. Il volume – confezionato in una busta in pvc sigillata, custodita dentro un cofanetto di cartone – rigorosamente all black – è un artist book da collezione, stampato in edizione limitata di 2000 copie, le prime 500 corredate da foto autografata. “Kibosh e’ il mio libro, la parte più intima del mio essere fotografo”, ha dichiarato Richardson in occasione dell’uscita del volume. Alcune copie saranno disponibili per il pubblico presso le due sedi della mostra. E’ un lavoro forte, senz’altro, dedicato all’idea – e alla pratica – di una sessualità scanzonata, ironica, divertita, che non concede nulla al patinato e all’artificioso: quella diKibosh è la provocazione della naturalezza gaudente, quella che appartiene alla sfera intima di ognuno e che non si ostenta normalmente davanti all’obiettivo.
E’ lo stesso Terry Richardson il protagonista di questi allegri porno-set in cui l’eccesso del reale ha la meglio sull’immaginazione e in cui il piacere si esprime nella sua massima irriverenza, il tutto condito da dettagli glamour e da una sfacciataggine così estrema da schivare la perversione, scivolando in una controversa giocosità. La naturalezza dell’illuminazione, la spontaneità delle riprese e dei tagli, l’assenza di costruzione scenica rendono queste immagini vive, pulsanti, immediate, autentiche. Una celebrazione del godimento erotico che non tollera sovrastrutture, paletti, clichè morali ed estetici, e che va al di là delle convenzioni legate all’arte, alla comunicazione, all’esposizione/rappresentazione del proprio privato più vero ed estremo.