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Letizia Battaglia

Letizia Battaglia (Palermo, 1935) muove i primi passi nel mondo della fotografia a Milano nel 1971.

Dal 1974 al 1991 dirige il team fotografico del quotidiano L’ORA di Palermo, guidando un collettivo di reporter che comprende Franco Zecchin, Santi Caleca, Ernesto Battaglia, Shobha, Filippo La Mantia e altri. Nel 1978 inaugura a Palermo Il Laboratorio D’If, la prima galleria fotografica del Mezzogiorno, destinata ad ospitare le mostre dei più grandi interpreti internazionali del medium.

Nel corso della sua carriera affianca alla fotografia un profondo impegno ecologista, culturale e politico: è regista teatrale, editrice (con le Edizioni della Battaglia), consigliera comunale e assessora dei Verdi durante la giunta di Leoluca Orlando negli anni della “Primavera di Palermo”, oltre a ricoprire il ruolo di deputata all’Assemblea Regionale Siciliana. Cofondatrice del Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato”, nel 1991 dà vita a Mezzocielo, rivista bimestrale di cultura e politica realizzata esclusivamente da donne.

I suoi scatti appaiono sulle più importanti testate internazionali e vengono esposti in prestigiosi musei e gallerie. Tra le mostre retrospettive più rilevanti si ricordano Fotografia come scelta di vita (Casa dei Tre Oci, Venezia) e Storie di strada (Palazzo Reale di Milano e Mole Vanvitelliana di Ancona). Nel 2017 corona un importante progetto inaugurando e dirigendo il Centro Internazionale di Fotografia presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, uno spazio espositivo e formativo dedicato alla fotografia storica e contemporanea.

Pioniera del reportage sociale, è la prima donna europea ad aggiudicarsi a New York il Premio Eugene Smith (1985). Tra i numerosi ed elevati riconoscimenti internazionali figurano: Mother Jones Achievement for Life Award (San Francisco, 1999), Erich Salomon Prize (Germania, 2007), Cornell Capa Infinity Award (New York, 2009). Candidata al Premio Nobel per la Pace all’interno dell’iniziativa PeaceWomen Across the Globe (1000 Donne per il Nobel), è stata inserita da parte del New York Times tra le 11 donne più rappresentative del 2017 (unica italiana in lista).

La sua figura ha anche ispirato vari saggi ed è stata al centro di importanti opere cinematografiche e documentaristiche, tra cui: Battaglia (2004) di Daniela Zanzotto, Amore Amaro (2012) di Francesco Raganato per Sky Arte, La Mia Battaglia (2016) di Franco Maresco, Shooting the Mafia (2019) di Kim Longinotto, La mafia non è più quella di una volta (2019) di Franco Maresco.

Tra le mostre realizzate a FPAC:
Per naso e per dono (con Stefania Galegati), 2026
Come casa (collettiva), 2024
Minime d’amore, 2020