Per Barclay è un artista di origine norvegese, nato a Oslo, che vive e lavora a Torino.
Definito dal critico Juan Manuel Bonet come uno degli artisti più eterogenei del panorama contemporaneo, Barclay unisce nella sua ricerca fotografia, scultura e installazioni, in cui l’uso dell’acqua e dell’olio di motore gioca un ruolo fondamentale.
All’interno della sua eclettica pratica artistica, la fotografia rappresenta il baricentro fondamentale: come osserva Solveig Øvstebø, le sue articolate installazioni possono essere interpretate come vere e proprie messinscena fotografiche concepite per dare vita ad ambienti sospesi tra l’irreale e l’iper-reale.
L’elemento d’identità visiva più celebre della sua opera è l’impiego dell’ambiente architettonico che si riflette ed estende nello specchio dei liquidi delle sue vasche. Attraverso questa tecnica, Barclay invita lo spettatore a destrutturare lo spazio e ad annullare il concetto di tempo. Nelle sue sculture e nei suoi scatti, come sottolinea Giulietta Speranza, mancano deliberatamente riferimenti a luoghi o momenti precisi.
Ne scaturisce un’esperienza visiva straniante in cui perdiamo le certezze percettive: anche di fronte a fotografie prive di qualsiasi manipolazione o fotoritocco, lo spettatore è costretto a osservare con attenzione i singoli dettagli che compongono la scena per distinguerne la realtà dal riflesso. Con un linguaggio suggestivo e mai pretenzioso, Per Barclay trasforma così lo spazio in uno specchio di riflessione sui temi fondamentali dell’arte e dell’esistenza umana.
Tra i progetti realizzati a FPAC:
Come casa (collettiva), 2024
Bianco Palermo, 2016
Party with Us (collettiva), 2013
Palazzo Costantino, 2009-10







